
sabato, aprile 26, 2008
giorni rossi

martedì, aprile 15, 2008
inizio di settimana
lunedì, aprile 07, 2008
...e i fiori blu di ikea
Dicono che quel che ci resta sono i momenti semplici e banali. Lei mi ha tagliato i capelli il giorno prima della tesi. A Pasqua ci portava sempre la pastiera, ma noi non riscivamo a mangiala tutta perchè era troppo dolce. E poi c'erano le mattine sedute in cucina a bere il caffè, io, lei e mia madre. E il suo divano di pelle blu.
la foto l'ho fatta a Civita di Bagnoregio (vt) qualche giorno fa.
sabato, marzo 22, 2008
bisogna festeggiare!
E' bello sapere che, potenzialmente, potrei chiedere un mutuo in banca.
la foto l'ho fatta io a Lisbona, all'inizio di febbraio.
venerdì, marzo 14, 2008
il solletico
Mi perdo dentro questo quadro di Masaccio. Sarà per quel gioco di mani, per le guance rosse del bambino e per il manto blu della mamma. Sarà per quell'espressione assorta o per quel sorriso. O forse è la collanina spostata di lato. Lo splendore della semplicità, direi.
mercoledì, gennaio 16, 2008
talenti mon amour

lunedì, ottobre 01, 2007
con le migliori intenzioni
Della sua campagna pubblicataria penso:
-che è una pubblicità, appunto, e che tra qualche settimana verrà sostituita;
-che nutro dei dubbi sul fatto che marketing e messaggio sociale (diciamo cosi...) possano andare di pari passo;
- che continuare a dire che si diventa anoressiche perchè si vuole imitare le modelle significa non voler affrontare il problema;
- che non capisco come una persona che soffre di anoressia debba accorgersi di essere malata guardando un cartellone pubblicitario e, a questo punto, decida di voler guarire;
Comunque ha colpito nel segno, non si fa che parlare di Lui.
p.s. la foto cercatevela.
martedì, settembre 18, 2007
tra le braccia del gigante
Ero tra coloro che non potevano fare a meno di trascorrere un'ora da H&M nella città di turno. Ora mi trovo ad essere una Sua dipendente per 2o ore settimanali. E capisco cosa sente chi la lavora in una pasticceria emnon ne vuol più sentir parlare di torte e pasticcini. Ecco alcune suggestioni sparse sulle mie prime tre settimane tra le braccia del colosso svedese:
-le taglie vestono molto più delle nostre: non si tratta di un miracolo se si entra in una 40 (ops! 36). A me questo puzza di marketing, e molto.
-gli orari sono massacranti,ma da questi non sono risparmiati i Floor (capireparto) e la Shop (direttrice del negozio). Democrazia scandinava.
-non andrò mai in un negozio la domenica o dopo le 8 di sera. Semplicemente perchè non è giusto, a meno che non stiano aperti fino alle 22.00 (dal lunendì alla domenica) anche le Poste Italiane, l'Anagrafe e la Motorizzazione (e senza avere un indennizzo per turni o per lo straordianario). E spero che finisca presto questa idiozia tutta italiana.
giovedì, agosto 23, 2007
vienna, salisburgo, lubiana e trieste

Sospetto che, questa settimana, saremo in molti a voler raccontare le nostre vacanze. E tutti diremo che la propria è stata la più originale, la più in armonia con l'ambiente e qualsiasi altra cosa è opportuno scrivere nell'agosto 2007. La mia è stata meravigliosamente normale, alla ricerca di un caffè decente, alle prese con menu solo in lingua tedesca e ore passate a guardare la pioggia (e leggere Canetti) in una sala da thè di Lubiana. Un paio di mattine le abbiamo dedicataeai grandi affari nei mercatini delle pulci, un'altra in pedalando sotto la pioggia. Una notte l'abbiamo trascorsa sui sedili della stazione di Trieste.
la foto è mia... e voglio vedere quanti hanno preso preso il tram per andare a vedere il Karl Marx Hof.
giovedì, agosto 09, 2007
la borsa gialla

domenica, luglio 29, 2007
piccolo, così piccolo da diventare grande

giovedì, giugno 14, 2007
domenica, maggio 27, 2007
valeva poi la pena farsi tutta questa strada
La primavera è fatta di tempi lunghi, ed io mi adeguo senza fare troppe storie. Può accadere che il momento giusto, per scrivere, scivoli via.Ma qualcosa si riesce ad afferrare.
Come il concerto di ieri sera dei Non Voglio Che Clara. Il Cantiere è poco piu grande di una stanza, sul palco un quartetto d'archi, due chitarre, un piano, delle canzoni sussurrate ma che sono arrivate dritte lì-dove-devono-arrivare. E poi il bello di stare seduti per terra, con le gambe incrociate, ricordando le parole di Cary Grant. Come qualche tempo fa. Sempre di primavera.
il titolo è di E., che lo ha preso da loro," brano 5", al 57'' ...
lunedì, maggio 14, 2007
e pensare prima lo odiavo

1.perchè posso camminare - per casa - senza calze ...
2....mettere le ballerine anche se piove...
3. ...e dormire con la mia maglietta rosa con l'elefante che gioca a badminton
4. perchè le domeniche di maggio sono fatte per innamorarsi
5.perchè c'è il giro d'italia. E gli anni, dalle mie parti, si contano da un giro d'italia all'altro.
lunedì, aprile 30, 2007
Basta dirlo
mercoledì, aprile 18, 2007
...era pur sempre amore

sabato, aprile 14, 2007
settegiorni
Sono stati belli gli ultimi 7 giorni. Sabato notte ho aspettato l'arrivo della pasqua a San Teodoro con la comunità greco-ortodossa romana.
Lunedì siamo andati in Campania. Un tizio, per qualche motivo a noi sconosciuto offre, il giorno di Pasquetta, da bere, da mangiare e suonatori di tammurriate per poter ballare.
Martedì, mercoledi...
Giovedì Irene mi ha convinta ad andare all'Apollo 11 per vedere un documentario davvero bello e a sentire un grande fisarmonicista. Poi siamo andate alla pizza-a-taglio più buona di montesacro...
Venerdì c'era l'Orchestra di Piazza Vittorio al Parco degli Acquedotti per la loro resistenza.
L'elenco - lo so - è un pò frettoloso, ma le cose viste sono state tante, e non volevo impegnarvi per più di 3 minuti nella lettura del post. Per chi ha il tempo dalla sua parte ci sono i link.
la foto è mia!
sabato, aprile 07, 2007
sdraiati al sole

la foto qui sopra è di film che è venuto in mente alla Socia... a proposito di loro sulle sdraio, al sole
giovedì, aprile 05, 2007
Odi et amo.Quare id faciam, fortasse requiris. Nescio, sed fieri sentio et excrucior.

la tentazione di proseguire con "speranze ben riposte" è troppo forte. Oggi avrà il posto d'onore, un'unica nota, dal sapore epico...
L'alunno A. ha avuto oggi dalle 13.00 alle 14.45 il seguente comportamento: ha sputato addosso ai seguenti compagni: D., A., M.. Ha preso a calci lo zaino di R. Ha sputato sulla ringhiera delle scale. A mensa ha rovesciato sedie e reso inagibile rovesciando acqua sul tavolo della 3F. Ha tirato violentemente i capelli a D. E' scappato arrampicandosi ovunque ha potuto senza ascoltare i richiami dell'insegnate e neanche dell'insegnante di sostegno. Durante la lezione ha tirato numerosi pezzi di carta dalle finestre nonostante il lavoro di contenimento tentato dai docenti.
Per parlare d'altro...Ieri sera ho visto questo film, a me è piaciuto, anche se ho il sospetto che sia per un target under-22 (o forse sono under-22 solo quelli che lasciano commenti sul blog del sito italiano del film...).
domenica, aprile 01, 2007
resistere, resistere, resistere

lunedì, marzo 26, 2007
fasi alterne di cinismo

lunedì, marzo 19, 2007
speranze ben riposte
sabato, marzo 17, 2007
c'est la vie!
negli ultimi sette giorni:-ho vinto la borsa di studio dell'università;
-ho preso un voto inutile con il prof. a cui ho chiesto la tesi;
-mi hanno rubato il portafogli mentre prendevo il voto inutile;
-i ladri hanno usato il poste-pay che stavo dentro il mio portafogli;
-ho lasciato il lavoro vecchio per un lavoro nuovo;
-sono andata 3 volte al commissariato, senza riuscire - mai - ad ottenere un permesso di guida;
-ieri qualcuno mi ha rotto lo specchietto del motorino;
-ho finito Il buio oltre la siepe e ho iniziato Neve;
-sono arrivata a quota 8 fototessere.
sabato, febbraio 24, 2007
cosa bacia coso
Giovedì ho fatto la mia prima donazione alla biblioteca del dipartimento di antropologia. Con ogni probabilità non rimpiangerò quel libro ed i suoi 175 fogli di carta patinata, ma potrebbe essere utile a qualche laurendo. In fin dei conti ho un debito con la biblioteca di antropologia: mi ha dato riparo quando fuori c'era troppo freddo (o troppo caldo), mille euro di una borsa di collaborazione, un buon numero di amici antropologi. Mi hanno detto che verrà messo in catalogo dopo l'estate. la foto l'ho trovata qui.
domenica, febbraio 18, 2007
cambiare ramo

Ci risiamo. Ci sono io, un libro aperto a pagina 15, e la spiacevole sensazione di non trovare le parole per raccontare quello che ho in testa. Forse dovrei togliere quell'io e mettere al suo posto qualcosa di nuovo. O forse è arrivato il momento di cambiare ramo, questo sui cui sono appollaita ha fatto il suo tempo.
Per passare a qualcosa che non implichi i miei problemi con io, e per spiegare come mai, in un post sui miei dubbi esistenziali, ci sia l'immagine qui su... Sto leggendo "Il buio oltre la siepe" di Harper Lee. Qui si può dare un'occhiata alle prime pagine e a qualcuna in mezzo.
mercoledì, febbraio 14, 2007
san valentino santo subito
domenica, febbraio 11, 2007
bisogna vestirsi bene per andare a teatro
Non ero mai stata all'Argentina. Per l'occasione ho messo il maglione nuovo e gli orecchini della mamma, quelli che si impigliano sempre alla sciarpa. Bisogna vestirsi bene per andare a teatro. Marco Paolini ha raccontato il suo Sergente con una sedia, una coperta tagliata a metà e un telo bianco. Ed era come essere sul palco insiema a lui. domenica, febbraio 04, 2007
l'eccezione
Catania: la santa e gli assassini. Accadrà domattina, infallibilmente: i randellatori dello stadio Cibali, i fabbricanti di bombe carta, gli appiccatori di incendi, i «boia chi molla» urlati in faccia ai celerini riporranno i passamontagna in fondo all’armadio, s'infileranno nelle loro tuniche bianca lunghe fino ai piedi, prenderanno in mano ceri votivi al posto delle spranghe e così acconciati, con il viso devoto, accompagneranno sant’Agata patrona in giro per la città, come ogni 5 febbraio da che la memoria ci accompagna. Il tempo della vergogna e del lutto (un poliziotto scannato, cento feriti) sarà durato lo spazio di una notte, giusto il necessario per compilare dichiarazioni di sdegno e necrologi. Poi Catania tornerà alla sua beata irresponsabilità. Non è un calembour: è il ritratto della mia città, la sua corda morale. L’idea cioè che esista un tempo per gli stadi e uno per i santi, che il poliziotto morto si possa seppellire, la piazza della battaglia ripulire dalle macerie e il giorno dopo ritrovarsi tutti fedeli, tutti cresimati, con lo sguardo ripulito, a sfilare dietro il fercolo della patrona. Fingendo di non sapere che quello stadio e quella santa, le botte e la processione fanno parte della stessa città. Sarebbe stato un gesto bello e civile chiedere alla santa di rimanere in chiesa a vegliare anche lei questo povero morto. Sarebbe stato un gesto forte e carico di buon senso se il sindaco di Catania, il suo vescovo e le altre (come si usa dire in questi casi) “autorità civili e religiose” avessero deciso che non bastava sospendere la gara podistica e i fuochi d'artificio ma che, di fronte allo scempio e alla follia collettiva di venerdì notte, andava annullata ogni cerimonia religiosa. Anche per costringere questa città, così irriverente, così smemorata, a guardarsi per una volta allo specchio. Senza i paramenti del sacro. Senza i ceri e le candelore. Invece s’è deciso che tutto continui: tanto, che c’entra la santa con il calcio? La santa non c’entra. I devoti, sì. Uno o due anni fa, tra i fedelissimi intabarrati di bianco ci furono anche pistolettate, e un tale rimase gambizzato proprio mentre i botti per la patrona coprivano quelli del revolver. Il giornali ne riferirono come d'un dettaglio, una cosa curiosa, pittoresca. Ecco la tragedia: l’idea che questo spazio tra sacro e profano non debba mai essere riempito, che il mafioso possa scannare i picciriddi nelle botti d'acido e poi farsi la comunione in chiesa, che il tifoso possa sparare una bomba carta in faccia al poliziotto e il giorno dopo accompagnare la santa con la candelora del proprio rione. L’idea, insomma, che tutto si possa tenere perché tutto - in fin dei conti - è consentito. Scriveva venerdì, alla vigilia della partita, il quotidiano locale che Catania è città «sperta». Ovvero si fa rispettare: sempre. Era il loro modo per presentare il derby, per sciacquarlo nei sapori di vecchie furbizie, il solito modo per risolvere tutto con il rumore di una risata. La città è fabbricata su questo tenace concetto di impunità, la nostra “spertezza”, la sana rivolta contro qualcosa d’altro: lo Stato, i suoi poliziotti, i suoi giudici, le sue leggi, le sue regole... Il calcio non c’entra più, e nemmeno la rivalità tra Palermo e Catania che è una barzelletta, letteratura, cose da gattopardo. C’entra quest’idea malata che laggiù, nell’isola, tutto possa convivere, che tutto si tenga sempre sul palmo della stessa mano, botte e carezze, santi e assassini, spranghe e ceri votivi. In attesa che qualcuno trovi il coraggio per dire che la ricreazione è finita.
domenica, gennaio 28, 2007
s'adda fare...

Lui, Francesco ha compiuto ieri quarant'anni. Lei, Donata, ne ha alcuni di più, ma portati con grazia. Sul tavolo la crostata di ricotta con tante candeline azzurre. Qualche battuta sul giro di boa, come da copione. E poi quello che non ti aspetti. Lui racconta che qualche giorno prima ha compilato alcuni moduli, ha fatto qualche firma falsa e, se lei vuole, a luglio ci si sposa. Lei mette i fogli sotto il cuscino, ci dormirà su, dice. Ieri sera lei ha risposto. Si.
La storia non porta con sè nessuna morale. Semplice desiderio di raccontare.
giovedì, gennaio 25, 2007
è una lunga storia
I magi hanno fatto un lungo cammino. Dormono posando le loro corone sullo stesso cuscino, si scaldano con la stessa coperta. Un angelo, per richiamarli al loro viaggio, sveglia con il tocco leggero di un dito quello che gli è più vicino. Gli altri due continuano a dormire.In fondo i blog sono fatti per raccontare il mentre di quanti si cimentano in questo gioco. Il mio mentre è fatto di libri di arte medievale (tanti), pensieri (troppi), idee (alcune).
i magi che dormono si trovano su un capitello delle cattedrale di Autun.
sabato, gennaio 13, 2007
libri e panchine
Ho giocherellato con le ultime sette pagine di Pastorale Americana. Ad un certo punto, ho anche pensato di lasciarlo in sospeso per qualche tempo. Ma alla fine è lì che aspetta di essere messo nella libreria, senza più il segnalibro. Lascio i commenti a quelli del mestiere, ma una cosa me la concedo. Per quanto mi riguarda, c'è un prima e un dopo Pastorale Americana. Anzi, a pensarci bene, un prima e un dopo Underworld. Il segnalibro, ora, si trova a pagina 64 del Sergente nella neve di Mario Rigoni Stern. Ammetto che questo è un periodo fortunato.
la panchina qui sopra è un'opera di Silvia Levenson (www.silvialevenson.com). Fino al 27 gennaio c'è una sua personale alla Galleria il Traghetto a Roma.
giovedì, gennaio 11, 2007
ritorno a casa
Dopo una vacanza meravigliosa in Val di Sole.Dopo un paio di anni da nomade dell'antropologia.
Dopo un lungo giro in motorino per Via di Pietralata.
le montagne della Val di Sole le hafotografate la Socia.
domenica, dicembre 24, 2006
il gioco dell'attesa
domenica, dicembre 17, 2006
Sul divano zebrato
Ieri sera abbiamo fatto la cena di Natale, prima che alcuni di noi partissero per il proprio borgo natio. Ognuno ha cucinato la sua specialità, da far assaggiare agli altri. C'erano alcuni volti nuovi, alcuni mancavano all'appello e - noi - i soliti. E poi, come sempre e nonostante gli anni (accademici e non) trascorsi, alla fine ci ritroviamo sul divano di una di noi tre, con un mojito in mano, a parlare di Loro. per il titolo ringrazio www.ioballodasola.blogspot.com .... perchè lei c'è toujours...
sabato, dicembre 16, 2006
una voce fuori dal coro (2°parte)

Prometto che è la smetto di fare post dove scrivo di quanto sono fortunata a vivere con una ottenne-saltellante che sa cos'è la magia del Natale. Ma questo post di Macchianera (http://www.macchianera.net/2006/12/14/santa_lucia_straniera_a_milano.html - si copia incolla come al solito) vuole essere letto...
La foto qui su si trova su questo sito meraviglioso: http://tbl.squareamerica.com.
giovedì, dicembre 14, 2006
Ma chi me lo fa fare?
"Ma chi me lo fa fare?". Ma chi me lo fa fare ad andare a lezione, ad avere a che fare con quelli del dipartimento, a ri-pensare ad una tesi da scrivere? E poi, mi chiedo, ma servirà davvero a qualcuno l'antropologia? Un certo signore inizia così un suo libro "Odio i viaggi e gli esporatori,ed ecco che mi accingo a raccontare le mie spedizioni" . Non è che sentirsi - un pò - antropologi vuol dire dover continuamente negoziare i propri confini per non essere confusi con esploratori, giornalisti, agronomi, ingegneri? Non è che forse la crisi dell'antropologia è legata - un pò - al fatto che la sua definizione passa attraverso quello che odia, quello che non è?
Perdonate lo sfogo confuso e qualunquista. Passerà.
domenica, dicembre 10, 2006
una voce fuori dal coro
L'altra sera si stava parlando di come, anno dopo anno, diventi sempre più faticoso affrontare le festività ormai alle porte. Sarà... ma su di me, l'atmosfera del Natale continua ad esercitare un certo fascino. Forse perchè nella mia casa c'è ancora qualcuno che non nutre il minimo dubbio sull'esistenza di Babbo Natale e con il quale intrattiene una fitta corrispondenza. E, lo ammetto, il suo entusiasmo è contagioso.
venerdì, dicembre 01, 2006
centri di prossimità
E' un anno e mezzo, circa, che faccio finta di aver dimenticato. Per strada, quando il mio sguardo verticale incrocia il loro mondo orizzontale, ricaccio dentro quello che so e mi ripeto che - con questa storia - ho chiuso. Avevo bisogno di quelle foto alle pareti, di un paio d'ore ad ascoltare riflessioni che conosco per accorgermi che - la storia - non è finita affatto e che ho ancora voglia di raccontare dei miei uomini e delle mie donne.La foto qui sopra è un vecchio reperto della storia di un anno e mezzo fa, ma sulla rete si trova, per vedere le foto di "Tutti a casa" si fa copia -incolla con questo indirizzo qui: www.minguzzi.provincia.bo/ambiti/esclusionesociale/tuttiacasa.htm
domenica, novembre 26, 2006
colazione equa & solidale
Alla fine, l'invito per la colazione equa & solidale alla libreria di viale Gorizia ha avuto la meglio sulla pigrizia da domenica mattina. Ho messo i vestiti di ieri sera e sono andata. Gli altri erano già lì. Alcuni, fuori, stavano fumando la prima sigaretta della mattina, gli altri erano al tavolo concentrati sugli ultimi sorsi di succo d'arancia e su come riempire la domenica. Ci siamo raccontati il nostro sabato sera, abbiamo mangiato i biscotti cioccolato e anacardi, abbiamo sfogliato qualche libro e qualcuno lo abbiamo comprato. Cos'altro posso aggiungere?
giovedì, novembre 23, 2006
primi amori

Ho comprato Blankets ad un'edicola della Stazione Tiburtina insieme ad un biglietto dell'autobus. Ho iniziato a sfogliarlo sulla metro mentre andavo a lavoro. L'ho letto in meno di una settimana, la notte prima di addormentarmi. Le ultime pagine le ho lette ieri mattina, mentre facevo colazione. L'ho letto lentamente e, come per tutte le cose che amo (e che ho amato), non volevo che finisse perchè avevo paura che - senza - mi sarei sentita sola. Per qualche tempo resterà ancora sul mio comodino, accanto a Colazione da Tiffany e alla crema per non far screpolare le mani.
domenica, novembre 19, 2006
...subito oltre le mura...
Stanotte ho fatto una lunga passeggiata per via Veneto con una cara amica. Alle volte succede di avere un rapporto quotidiano con l’Altro ma che, per varie ragioni, non c’è molto spazio per un“come stai?”.
Lungo la via abbiamo cercato di riannodare gli eventi delle ultime settimane (forse anche degli ultimi mesi) e di raccontarle all’Altra, scoprendo le nostre novità e i singolari parallelismi.
Camminare lungo Via Veneto, sia di notte che di giorno non è una abitudine per noi indigeni, ma ogni tanto è divertente mettersi nei panni della turista-media. Abbiamo incrociato qualche americana che, incurante dell’autunno inoltrato, saltellava su sandali-gioiello e concanottiera-raso-pizzo. La maggior parte dei bar era ormai chiusa o stava per farlo, gli acquari dei ristoranti erano deserti ma i tavoli già apparecchiati per il giorno dopo.
Prese dalla nostra “tessitura”, non ci siamo accorte che fuori da quella via di felliniana memoria era scesa una dorata nebbiolina… Nebbiolina che, sulla strada verso casa, è diventata NEBBIA. Ed io, come al solito, ero in motorino.
alle volte dimentico il piacere che provo nel guadare fuori dalla mia Finestra...
sabato, novembre 18, 2006
te, io e il ciòbar
Sono nel mezzo di un momento di transizione e per qualche tempo sarò ancora meno costante del solito... Ma ci sono un paio di cosette da scrivere. - per tutti i romani motorizzati, appiedati ecc.. andate su www.sampietrino.it (non è un collegamento...si ricomincia con il copia - incolla) e votate, votate, votate!
-questo cd di Bob Corn mi ha fatto fare pace con il mio stereo, da troppo tempo trascurato a favore del computer che legge gli mp3.
-Blankets è cosi bello che ho paura di finirlo.
a presto...
martedì, ottobre 31, 2006
pensieri eccentrici

Ci sono due film. Uno racconta di un dodicenne inglese che, durante la guerra delle Falkand, viene adottato da un gruppo di skinheads. Nell’altro, invece, un presentatore di una tv locale, un professore di storia e un ex Babbo Natale descrivono, in modo surreale, gli eventi del 22 dicembre della Romania di 16 anni fa (quasi 17 a dire il vero…). Cosa hanno in comune questi due film? Il cielo grigio, le pozzanghere ai bordi delle strade e una melanconia che non lascia mai la scena. Ma c’è una cosa, che più di ogni altra mi ha colpito. Il pensiero di un mondo periferico. Sono film nati lontani da un centro, inteso come luogo dove le domande portano con sé delle risposte e dove le luci corrono il rischio di accecare e di non fare vedere tutto-il-resto. Mi piacciono, invece, i mondi in cui le certezze esistono per essere messe in discussione . Mi piacciono le ombre che i palazzoni proiettano sui campi che, nonostante tutto, gli crescono accanto. Sono elementi che non posso fare a meno di associare periferia, a quella che conosco sulla mia pelle, a quella che continuo ad inseguire nei film, nella musica, nelle foto…
la foto è di Ferdinado Scianna e si trova nel mese di marzo del mio calendario 2006. Non garantisco niente, ma potrebbe darsi che comincerò a fare un utile-futile elenco di quello che mi mancherà del 2006 e quello che sarei felice di lasciarmi alle spalle. Ma non garantisco niente.
sabato, ottobre 28, 2006
a qualche fuso orario da qui
"Non sono un vero animale politico. Non ho aderito a nessun partito perchè lo considero un errore per un giornalista, almeno in Russia. E non ho sentito la necessità di difendere la duma, anche se ci sono stati anni in cui mi hanno chiesto di farlo. Quale crimine ho commesso per essere bollata come "una contro di noi"? Mi sono limitata a riferire i fatti di cui sono stata testimone. Ho scritto e, più raramente, ho parlato. Pubblico pochi commenti, perchè mi ricordano le opinioni imposte nella mia infanzia sovietica. Penso che i lettori sappiano interpretare da soli quello che leggono. Per questo scrivo soprattutto reportage, anche se a volte, lo ammetto, aggiungo qualche parere personale. Non sono un magistrato inquirente, sono solo una persona che descrive quello che succede a chi non può vederlo. I servizi trasmessi in tv e gli articoli pubblicati sulla maggior parte dei giornali sono quasi tutti di stampo ideologico. I cittadini sanno poco o niente di quello che accade in altre zone del paese e a volte perfino nella loro regione. Il Cremlino ha reagito cercando di bloccare il mio lavoro: i suoi ideologi credono che sia il modo migliore per annullare l'effetto di quello che scrivo. Ma impedire ad una persona che fa il suo lavoro con passione di raccontare il mondo che lo circonda è un'impresa impossibile. La mia vita è difficile, certo, ma è soprattutto umiliante. A 47 anni non ho più l'età per scontrarmi con l'ostilità e avere il marchio di reietta stampato sulla fronte. Non parlerò delle altre gioie del mio lavoro - l'avvelenamento, gli arresti, le minacce di morte telefoniche e online, le convocazioni settimanali nell'ufficio del procuratore generale per firmare delle dichiarazioni su quasi tutti i miei articoli. La domanda che mi rivolgono è sempre la stessa:"Come e quando ha ottenuto queste informazioni?". Naturalmente gli articoli che mi presentano come la pazza di Mosca non mi fanno piacere. Vivere così è orribile. Vorrei un pò più di comprensione. Ma la cosa più importanteè continuare a fare il mio lavoro, raccontare quello che vedo, ricevere ogni giorno in redazione persone che non sanno dove altro andare. Per il Cremlino le loro storie non rispettano la linea ufficiale. L'unico posto dove possono raccontarle è la Novaja Gazeta".
Per questa volta niente foto: non voglio sciupare una sua foto per il mio blogghetto...
sabato, ottobre 21, 2006
noi andiamo a caccia. vieni?
Un consiglio per chi non riesce a sbarazzarsi delle sue Dr Martens nere e la domenica mattina pensa che London Calling è proprio quello che ci vuole: se This is England arriva in qualche sala andatelo a vedere. E alla fine del film controllate se anche il vostro vicino di poltrona, come voi, ha gli occhi lucidi. A noi pochi eletti dell'Antares ieri sera è successo (di avere gli occhi lucidi).
giovedì, ottobre 19, 2006
l'aria si fa pungente

Succede che alle volte girano in testa pensieri importanti e che, di conseguenza, hanno bisogno di essere raccontati con parole importanti. Questo fa io decida di non scrivere per non correre il rischio di vederli (i pensieri importanti intendo!) trasformati in frasi da quattro soldi. Ma non si vive di sole riflessioni esistenziali, no? Negli ultimi tempi sono stata ad Foligno e sono sopravvissuta ad una settimana piuttosto intensa alle prese con una sorellina da accompagnare a scuola e a cui prepare la colazione-la merenda-il pranzo-la merenda-la cena, far fare i compiti e dare una considerevole dose di coccole. Mi resta ancora l'attesa per vaticinii clinici su persone a me molto care.
Stamattina, mentre mi godevo la ritrovata calma e facevo colazione con le le macinedelmulinobianco, pensavo alla musica delle mie giornate da qualche mese a questa parte. Eccola:
Sufjan Stevens "come on! feel the illinois!"
Josè Gonzales "veneer"
Sono fantastici durante una traduzione dal francese, sul treno al ritorno dall'Umbria, quando vorrei che il telefono si incenerisse...
domenica scorsa a Piazza di Spagna un tizio andava in giro con questo cartello...
giovedì, ottobre 05, 2006
provviste per l'autunno
Potrei fare spazio nell'armadio.
Potrei ricominciare a nuotare.
Potrei dare aria alle stanze (anche in senso figurato).
Però resto lì immobile e guardare le nuvole piene di pioggia. Immobile. E poi mentre sto immobile e presa nella mia insulsa contemplazione arriva una telefonata, poi una carbonara-vegetaria e un film delizioso.
giovedì, settembre 28, 2006
invidio chi non ha ancora letto Underworld...

Sempre a proposito del diritto di amare (ed essere amati...). Stanotte una persona mi ha detto che non ama sentirsi dire ti voglio bene perchè ha l'impressione che questo è dettato da una certa insicurezza.Ora mi chiedo: tra il diritto di poter dire Ti amo (no nel senso pseudo-romantico che gli diamo) e il rischio di dirlo perchè, forse, non ne sei tanto sicura, dove possiamo trovare il punto di equilibrio? O forse, mi chiedo ancora, non potrebbe darsi che le due cose sono complementari? Ed infine, non dovremmo riflettere sulla paura di dare agli altri il diritto di amare?
Anch'io non voglio resistere al fascino di toccare l'argomento "Autunno" , parecchio presente, in questi giorni, nella blogosfera... Stamattina sono andata a catturare primi cenni d' autunno al parco della Biblioteca di Villa Leopardi a Roma. E ho anche preso in prestito "Rumore bianco" di Don DeLillo.
mercoledì, settembre 27, 2006
AAA cercasi soluzioni non scontate
Negli ultimi tempi, succede che avrei diverse cose su cui scrivere, ma al momento di concretizzare il tutto - PUFF - il fiume (o forse è meglio dire il ruscello) di parole si prosciuga e io mi trovo con una schermata bianca e l'indice della mano destra che continua a premere il tasto "Canc".
E poi, oggi, un mio amico, su messenger, mi chiede "Mi ami?" . La mia risposta è stata "Certo che ti amo, che diritto avrei di non amarti?". E lo penso davvero. Tralasciando, al momento, il mio diritto che Tizio e/o Tizia mi amino, forse amare non vuol dire liberarsi da lacci, collane ed altri orpelli che fanno correre il rischio di non conoscere il giusto peso delle cose? E, appunto per questo, perchè dovrei negarmi questo diritto? Ma infine, è un diritto o piuttosto un bisogno? Il mio amico nel frattempo, per cercare, anche, di trovare qualche risposta al problema che siè sollevato, è uscito a spasso con il suo-migliore-amico-dell'-uomo. Al ritorno non ha ancora una risposta, "solo risposte scontate" dice. E siamo in due.
il giovane Sofri riporta le nuove copertine illustate della Penguin... mi vien voglia di imparare l'iglese solo per poter rileggere "Trilogia di New York" di Auster con questa copertina qui.
venerdì, settembre 22, 2006
non tutti sanno che...
1."al mattino": appena sveglia guardo fuori dalla finestra per sapere se fuori splende il sole o ci sono nuvole all'orizzonte. Poi nell'ordine: faccio pipì ( funziono!), bevo un bicchiere d'acqua e cerco di ricordare dove ho lasciato gli occhiali la sera prima.
2. "tutto a metà": non mangio un biscotto intero (o un cioccolatino intero, o un panino intero...) ma solo metà. Cosa ci faccio con l'altra metà? la mangio 47 secondi dopo, è matematico!
3."al bar": non posso fare a meno di infilarmi in tasca un paio di bustine di zucchero di canna, le più belle le conservo in un barattolo di vetro, le altre le uso negli altri caffè della giornata.
4. "in cartoleria": per sottilineare, scrivere o come fermaglio-di-fortuna uso solo matite 2B (quelle con la mina morbida) e penne staedtler noris stick, soprattutto quelle con inchiostro nero.
5. "post-esame": dopo le fatiche accademiche non posso fare a meno di trascorrere un'oretta sfogliando una rivista patinata, quelle con tante pubblicità , con l'intervista a jennifer aniston e le pagine su cosa-è-indispensabile-indossare nelle prossime 72 ore.
E'superfluo dire che l'elenco è ben più lungo ma decido di fermarmi a cinque e di tenere a bada il mio Ego.
domenica, settembre 10, 2006
il "coso"
Se questo "coso" esistesse io oggi mi sarei svegliata e dopo il caffè avrei chiuso la porta alle mie spalle e avrei fatto ritorno a casa solo in tarda serata. E invece no. Il "coso" non è stato inventato ed io mi sono svegliata, ho bevuto il caffè e... eccomi qui, otto ore dopo, a chiedermi come posso avere fatto tutto quello che ho fatto oggi. Continuo a ri-pensare al momento in cui la giornata a preso una piega pessima, potrei anche illudermi di averlo trovato, ma è pura finzione. Il punto è che le cose non vanno, almeno non come le vorrei. Posso anche ingannare me stessa dicendo che va tutto bene, ma alla fine - che io lo voglia o meno - i nodi vengo al pettine e tutta la mia insofferenza (o insoddisfazione) si dirige verso quelle poche cose (e persone) che sanno come rendere leggere le mie giornate.
Ops...a quanto pare "coso" esiste già, ma non è quello che avrei sperato che fosse.
giovedì, settembre 07, 2006
tecnologia al popolo!
Ha ragione una mia amica che qualche giorno fa mi ha detto "Sento che quest'autunno ci saranno dei combiamenti...". Sicuramente dovrò cambiare computer, il mio è in piena agonia e il tizio ha parlato di una non-mi-ricordo-bene-quale scheda da sostituire. Mi ripeto, da quando ho avuto la triste notizia, che tanto avevo pensato già di cambiarlo... un modo come un altro per auto-consolarmi e non pensare a quanto mi sentirò inadeguata al momento di un prossimo acquisto. Ho già avuto, da esperti informatici (o che si spacciano come tali) , una serie di dritte indispensabili sull'acquisto come:"mi raccomando comprati quello che ha il CENTRINO" , "guà tu che riparti da capo mi raccomando prendi un mac" , "i portatili so' una sola,mo' c'è il pc piccolo come un vocabolario"...
Per qualche tempo farò in modo di tenere aggiornate le mie fienestre durante i miei pomeriggi lavorativi o grazie a qualche amico- a che vorrà prestarmi il suo gioiello tecnologico per un'oretta...
Sempre per parlare del più e del meno(chissà quando potrò nuovamente gingillarmi su blogger) : l'altro giorno sono stata in un centro commerciale di Roma Nord e ho comprato un orologio. Il fatto è che non porto l'orologio al polso da circa 10 anni. Se non sbaglio era il 5°ginnasio (o forse il primo liceo?)...il braccio si era riempito di puntini rossi...il dottore mi aveva detto che forse era la plastica del cinturino...credo di averlo regalato al mio migliore amico di quei tempi...
Ho fatto un giretto su Apple Store ed altri siti del genere e questo qui sopra è il portatile che mi piace di più peccato il prezzo, un pò oltre le mie possibilità. Se però si tiene conto che ho pagato l'orologio €2,00 mentre lo swatch che avevo visto costava €49,00, posso spendere €47,00 in più rispetto al budget preventivato per l'acquisto del portatile? mi sono capita da sola...
domenica, settembre 03, 2006
ritorno a casa

E' tanto che non scrivo sulla mia finestra: i pensieri non escono dalla mia tastiera in modo fluido (non che lo siano mai stati ma prima lo erano un pò di più...) e le dita sembrano pesanti... Non so come andranno le cose in autunno.
Questa finestra è di Urbino.

