giovedì, settembre 28, 2006

invidio chi non ha ancora letto Underworld...


Sempre a proposito del diritto di amare (ed essere amati...). Stanotte una persona mi ha detto che non ama sentirsi dire ti voglio bene perchè ha l'impressione che questo è dettato da una certa insicurezza.
Ora mi chiedo: tra il diritto di poter dire Ti amo (no nel senso pseudo-romantico che gli diamo) e il rischio di dirlo perchè, forse, non ne sei tanto sicura, dove possiamo trovare il punto di equilibrio? O forse, mi chiedo ancora, non potrebbe darsi che le due cose sono complementari? Ed infine, non dovremmo riflettere sulla paura di dare agli altri il diritto di amare?

Anch'io non voglio resistere al fascino di toccare l'argomento "Autunno" , parecchio presente, in questi giorni, nella blogosfera... Stamattina sono andata a catturare primi cenni d' autunno al parco della Biblioteca di Villa Leopardi a Roma. E ho anche preso in prestito "Rumore bianco" di Don DeLillo.

mercoledì, settembre 27, 2006

AAA cercasi soluzioni non scontate


Negli ultimi tempi, succede che avrei diverse cose su cui scrivere, ma al momento di concretizzare il tutto - PUFF - il fiume (o forse è meglio dire il ruscello) di parole si prosciuga e io mi trovo con una schermata bianca e l'indice della mano destra che continua a premere il tasto "Canc".
E poi, oggi, un mio amico, su messenger, mi chiede "Mi ami?" . La mia risposta è stata "Certo che ti amo, che diritto avrei di non amarti?". E lo penso davvero. Tralasciando, al momento, il mio diritto che Tizio e/o Tizia mi amino, forse amare non vuol dire liberarsi da lacci, collane ed altri orpelli che fanno correre il rischio di non conoscere il giusto peso delle cose? E, appunto per questo, perchè dovrei negarmi questo diritto? Ma infine, è un diritto o piuttosto un bisogno? Il mio amico nel frattempo, per cercare, anche, di trovare qualche risposta al problema che siè sollevato, è uscito a spasso con il suo-migliore-amico-dell'-uomo. Al ritorno non ha ancora una risposta, "solo risposte scontate" dice. E siamo in due.


il giovane Sofri riporta le nuove copertine illustate della Penguin... mi vien voglia di imparare l'iglese solo per poter rileggere "Trilogia di New York" di Auster con questa copertina qui.

venerdì, settembre 22, 2006

non tutti sanno che...

A quanto pare la Socia è curiosa delle mie piccole manie quotidiane, anche se credo che alcune di queste le conosce piuttosto bene... l'accontento volentieri anche se con qualche giorno di ritardo rispetto ai miei traballanti buoni propositi: vorrà dire che si diletterà nella lettura al suo ritorno dalla Catalogna.
1."al mattino": appena sveglia guardo fuori dalla finestra per sapere se fuori splende il sole o ci sono nuvole all'orizzonte. Poi nell'ordine: faccio pipì ( funziono!), bevo un bicchiere d'acqua e cerco di ricordare dove ho lasciato gli occhiali la sera prima.
2. "tutto a metà": non mangio un biscotto intero (o un cioccolatino intero, o un panino intero...) ma solo metà. Cosa ci faccio con l'altra metà? la mangio 47 secondi dopo, è matematico!
3."al bar": non posso fare a meno di infilarmi in tasca un paio di bustine di zucchero di canna, le più belle le conservo in un barattolo di vetro, le altre le uso negli altri caffè della giornata.
4. "in cartoleria": per sottilineare, scrivere o come fermaglio-di-fortuna uso solo matite 2B (quelle con la mina morbida) e penne staedtler noris stick, soprattutto quelle con inchiostro nero.
5. "post-esame": dopo le fatiche accademiche non posso fare a meno di trascorrere un'oretta sfogliando una rivista patinata, quelle con tante pubblicità , con l'intervista a jennifer aniston e le pagine su cosa-è-indispensabile-indossare nelle prossime 72 ore.
E'superfluo dire che l'elenco è ben più lungo ma decido di fermarmi a cinque e di tenere a bada il mio Ego.





domenica, settembre 10, 2006

il "coso"

Dovrebbero inventare un "coso" che ogni mattina ti dice frasi tipo: "oggi tutto a posto", oppure "oggi prendi l'ombrello", o anche "oggi prova a parlare il minimo indispensabile". Gli oroscopi potrebbero assolvere senza problemi a questo bisogno, se non fosse che io stento a credere che delle costellazioni possano condizionare il mio modo d'essere, le mie azioni. No, io voglio un "coso" che in base ad alcune variabili - come i sogni fatti durante la notte, se c'è il sole o la pioggia, lo stato d'animo del periodo e i progetti della giornata - sia in grado di darmi dei consigli spassionati...
Se questo "coso" esistesse io oggi mi sarei svegliata e dopo il caffè avrei chiuso la porta alle mie spalle e avrei fatto ritorno a casa solo in tarda serata. E invece no. Il "coso" non è stato inventato ed io mi sono svegliata, ho bevuto il caffè e... eccomi qui, otto ore dopo, a chiedermi come posso avere fatto tutto quello che ho fatto oggi. Continuo a ri-pensare al momento in cui la giornata a preso una piega pessima, potrei anche illudermi di averlo trovato, ma è pura finzione. Il punto è che le cose non vanno, almeno non come le vorrei. Posso anche ingannare me stessa dicendo che va tutto bene, ma alla fine - che io lo voglia o meno - i nodi vengo al pettine e tutta la mia insofferenza (o insoddisfazione) si dirige verso quelle poche cose (e persone) che sanno come rendere leggere le mie giornate.

Ops...a quanto pare "coso" esiste già, ma non è quello che avrei sperato che fosse.

giovedì, settembre 07, 2006

tecnologia al popolo!



Ha ragione una mia amica che qualche giorno fa mi ha detto "Sento che quest'autunno ci saranno dei combiamenti...". Sicuramente dovrò cambiare computer, il mio è in piena agonia e il tizio ha parlato di una non-mi-ricordo-bene-quale scheda da sostituire. Mi ripeto, da quando ho avuto la triste notizia, che tanto avevo pensato già di cambiarlo... un modo come un altro per auto-consolarmi e non pensare a quanto mi sentirò inadeguata al momento di un prossimo acquisto. Ho già avuto, da esperti informatici (o che si spacciano come tali) , una serie di dritte indispensabili sull'acquisto come:"mi raccomando comprati quello che ha il CENTRINO" , "guà tu che riparti da capo mi raccomando prendi un mac" , "i portatili so' una sola,mo' c'è il pc piccolo come un vocabolario"...
Per qualche tempo farò in modo di tenere aggiornate le mie fienestre durante i miei pomeriggi lavorativi o grazie a qualche amico- a che vorrà prestarmi il suo gioiello tecnologico per un'oretta..
.

Sempre per parlare del più e del meno(chissà quando potrò nuovamente gingillarmi su blogger) : l'altro giorno sono stata in un centro commerciale di Roma Nord e ho comprato un orologio. Il fatto è che non porto l'orologio al polso da circa 10 anni. Se non sbaglio era il 5°ginnasio (o forse il primo liceo?)...il braccio si era riempito di puntini rossi...il dottore mi aveva detto che forse era la plastica del cinturino...credo di averlo regalato al mio migliore amico di quei tempi...

Ho fatto un giretto su Apple Store ed altri siti del genere e questo qui sopra è il portatile che mi piace di più peccato il prezzo, un pò oltre le mie possibilità. Se però si tiene conto che ho pagato l'orologio €2,00 mentre lo swatch che avevo visto costava €49,00, posso spendere €47,00 in più rispetto al budget preventivato per l'acquisto del portatile? mi sono capita da sola...

domenica, settembre 03, 2006

ritorno a casa


E' tanto che non scrivo sulla mia finestra: i pensieri non escono dalla mia tastiera in modo fluido (non che lo siano mai stati ma prima lo erano un pò di più...) e le dita sembrano pesanti... Non so come andranno le cose in autunno.
Questa finestra è di Urbino.

giovedì, luglio 27, 2006

Lo metto tra i primi cinque?

Alta Fedeltà lo avevo letto qualche anno fa, dopo averlo finito l'ho regalato a Qualcuno e la cosa è finita lì. Nel frattempo ho letto gli altri libri di Hornby, alcuni belli, altri meno, come sempre del resto. E poi venerdi, mentre gironzolavo per la Feltrinelli di Piazza Esedra, ho pensato che volevo una copia di Alta Fedeltà tutta per me.
Cosa si racconta nel libro? Rob, trentacinquenne e proprietario del "Championship Vinyl" un negozio di dischi per collezionisti di dischi, viene lasciato da Laura che va a vivere dal loro ex vicino di casa. Da qui prendono il via una serie di pensieri, dialoghi e sguardi rivolti al passato attraverso cui Rob prova a capire cosa gli succede, perchè le sue relazioni umane hanno preso quella piega "lì", perchè si sente "cosi".
E poi ci sono le classifiche: le cinque migliori canzoni di Elvis Costello, le cinque più memorabili fregature di tutti i tempi, le cinque migliori -prime- canzoni del lato "A" (loro ascoltano le cassette)...
A distanza di qualche anno Alta Fedeltà ha avuto su di me effetti diversi: dopo la prima lettura ero entusiasta della musica che ascoltava Rob, gli stavo dietro, ho comprato qualcosa perchè nel libro se ne parlava. Questa volta, invece, sono stata molto più dietro ai pensieri di Rob, per molti versi non lontani dai miei (a parte quella filippica sulla morte...!)
Non so se Alta Fedeltà è tra i miei cinque libri preferiti - credo di no - però resta un libro che mi piace avere tra le mensole della libreria.
Le "bambine" della foto si trovano nel terrazzo della casa di Riccardo, la foto è sua...

martedì, luglio 25, 2006

il barattolo del sale



Siete mai stati al CAF della CGIL di un qualsiasi quartiere popolare di una grande-media città?E' un'esperienza che, almeno una volta nella vita, bisogna fare.
Sono due giorni che trascorro le mie mattine al CAF - CGIL del Tufello, periferia nord di Roma, per fare l'ISEE, e ogni giorno c'è qualcosa che val la pena di raccontare. Ogni volta che vado il signor Aldo mi chiede che cosa mi serve (ogni anno sempre questo malvagio ISEE), come sta papà, mamma e fratelli. Mi accomodo sulla classica sedia di plastica e apro il "manifesto" per ingannare l'attesa ma la lettura non va mai oltre la 4° riga di pagina 3, perchè vengo coinvolta dagli affari degli altri avventori la cui età media è di 67 anni con punte di 78anni.
Ieri la signora accanto mi stava lì lì per svenire:
"signora si sente male?"
"cara, ho la pressione bassa...mi puoi portare un bicchiere d'acqua?"
"certo" vado alla ricerca di un bicchiere d'acqua, del bagno e torno dalla signora - svenente che, nonostante tutto, trova la forza per raccontare le ultime cose del palazzo al signor Aldo
"grazie tesoro...senti non è che ci metteresti un po' di sale, mi fa bene per la pressione bassa"
"sale?"
il signor Aldo: "di là trovi il sale, barattolo con scritto sale..."
vado nella cucina del CAF , trovo il barattolo con scritto sale, metto il sale nel bicchiere della signora in procinto di svenire e torno da lei
"grazie bimba...certo l'acqua è un po fredda, va bene dai sei stata cosi...per la prossima volta ricordati, acqua tiepida e sale"
"certo, sicuro"
Oggi niente signore in procinto di svenire ma una signora che aveva un urgente bisogno di fare le fotocopie dei documenti per la pensione di invalidità del marito...be, visto che i coniugi avevano un bastone, due paia di scarpe ortopediche e si muovevano alla velocità media di 0.2 km all'ora chi è andata a fare le fotocopie?
L'ISEE poi me lo ha fatto un mio vecchio compagno di scuola che mi ha raccontato gli ultimi movimenti di Giorgio, ma questa è un'altra storia.

sabato, luglio 22, 2006

libri diesel




Ho comprato
Futbol di Osvaldo Soriano alla Feltrinelli della Galleria Colonna.
Non voglio andare nel dettaglio a proposito del libro e di come Soriano racconta il calcio, mi manca - nello scrivere - quell'equilibrio che consente ad un'analisi critica di non trasformanrsi in una pedante lezione di letteratura argentina. Ma un commento dichiaratamente soggettivo me lo concendo: l'ho trovato un
libro diesel. Chiamo così quei libri (ma anche cd, film e relazioni sentimentali) che all'inizio stentano un pò ma - si sa - è sulle lunghe distanze che danno le prestazioni migliori. C'è voluto del tempo per entrare nello spirito del libro, ed infine a pag.149 ho spalancato porte e finestre:

-[...] Dimmi, che ci fai qui con questo caldo?
- Sto finendo un romanzo.
- Ci sono goal?
- Qualcuno.
-Molto bene. Fa' attenzione a quel difensore con la faccia da assassino.
-Stia tranquillo.
- Mi ricordo che dicevi sempre così, questo me lo ricordo... Di che cosa parla il libro?Di calcio?
-No. Parla del goal che uno si perde nella vita.
-Ho capito. Mettimi all'ombra, ragazzo, che ti racconto quella del portiere senza mani.

giovedì, luglio 20, 2006

isole ancora da scoprire

*
Sabato scorso sono stata a Villa Gordiani: ho visto un concerto di cui -tra due settimane - non mi ricorderò affatto, mi sono fatta un giro tra i banchi della piccola&media editoria - spendendoci qualche euro -, ho bevuto una paio di birre di quelle che hanno un resto-gusto al sapone (si proprio al sapone!). Ci sono stata con un pò di gente, alcune sono, per me, persone importati, altri sono nuovi acquisti ancora tutti da provare. Quella sera ho sentito l'essenza del luglio metropolitano e mi è piaciuto.
Ho ri-pensato al sabato appena trascorso e sono arrivata ad una precaria conclusione: non posso andare alla ricerca di un'estate perduta, devo inventarne un'altra - diversa - nè migliore nè peggiore. Mi spiego: se nell'estate 2005 amavo trascorrere le sere nel posto "A" , non è detto che anche quest'anno mi piaccia fare la stessa cosa. Nell'estate 2o06, infatti, posto "A" mi mette addosso una latente tristezza mentre sto bene nel posto "B".
Il fatto è che ho il difetto di andare alla ricerca dei momenti-belli-trascorsi e di tutti quegli elementi che - ritengo - abbiano contribuito a renderli tali...Immancabilmente, ho bisogno di farmi qualche bernoccolo e, quindi, poter dire tra me e me : " be forse invece di guardare indietro potresti guardare a destra - a sinistra - avanti...".
Ogni volta ho la sensazione di aver scoperto un'isola ancora tutta da esplorare.
*Ho visto Jules et Jim con la Socia... bello. Lo so che non aggiungo niente di nuovo.

lunedì, luglio 17, 2006

...per poi ricominciare


Ho appena fatto l'ultimo esame di luglio e posso finalmente mettermi comoda e gustarmi luglio e poi agosto (e qualsiasi cosa abbiano in serbo per me)...
Ho cominciato subito a respirare aria di vacanza cittadina:con silviettaaa e gazzella, per festeggiare e mettere qualcosa in pancia, siamo andate a farci un aperitivo al rione Monti. Come al solito le nostre conversazioni vanno a finire sulle disavventure pseudo-sentimentali, ma questa volta, almeno, l'abbiamo buttato sull'ironia.
Continuerò a lavorare per un paio di settimane ma ho un considerevole numero di ore giornaliere per fare quello che voglio. In previsione di questo parziale ozio ho comprato qualche libro da leggere:
- Osvaldo Soriano, "Futbol" (letto a metà)
- Mark Haddon "Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte"
- Raymond Carver "Cattedrale"
- Raymon Carver "Niente trucchi da quattro soldi. consigli per scrivere onestamente"(si è un autore che mi si confa....).
E poi vorrei vedere qualche mostra, trascorrere un pomeriggio vedendo "Casablanca" e un altro con "Jules et Jim" e andare in giro per qualche paesino dell'alto-lazio.
Infine per il mio piccolo e, negli ultimi tempi, trascurato blog ho in mente, da un paio di giorni, un post ma ho bisogno di leggere, prima, "Niente trucchi da quattro soldi. consigli per scrivere onestamente".
Alle volte 'ste vacanze sono così piene di impegni... :)
Il quadro quassù è suo!



lunedì, luglio 10, 2006

Se non è estate questa!

Mio nonno Michele, classe 1929, se lo sentiva: si è comprato un televisore da €999,00 e non lo dovrà pagare.
E' difficile raccontare a parole i momenti di gioia pura...

martedì, luglio 04, 2006

il blu non è più blu

Stasera sono andata al concerto dei Flaming Lips (bè questa foto non è il massimo, ma i palloncini rosa fanno sempre un certo effetto).
Data l'ora piccola provo a sintetizzare cosa bisogna aspettarsi dalla loro spettacolo (perchè il loro è uno spettacolo!).
*Al trio piacciono molto i palloncini gonfiabili extra-large, le marionette con le sembianze da suora e lanciare coriandoli e stelle filanti su noi spettatori.
*Sul palco, oltre a loro 3, ci sono una mezza dozzina di Babbi Natale, qualche Wonder Woman urlante, un paio di Superman.
*Sullo schermo vengono proiettati i loro video che definirei un mix di trash culinario-manga-astrofilo.

p.s. ringrazio il commesso di rinascitaMusica (quello con i capelli corti) per avermi fatto entrare aggratise e per la faccia sorridente.
p.p.s.s. dal post precedente ho imparato -da sola- a fare i collegamenti ipertestuali, quindi il testo in blu non è piu blu perchè è bello (!!!!) ma perchè rimanda ad altri siti.

sabato, luglio 01, 2006

la scatola segreta

Qualche decennio fa tutte le cose che mi piacevano - bottoni, fiori appassiti, nastri colorati - le mettevo in una scatola delle scarpe: la decoravo con la carta reciclata dai regali, ci scrivevo sopra "la scatola segreta di gabriella" e passavo interi pomeriggi a sistemare quelle preziose cianfrusaglie. Alle volte ho l'impressione che il mio blog abbia anche questa funzione, mi consente di raggruppare tutte le cose che mi piacciono e che voglio avere a portata di mano.
Questa qui su è una finestra di Linosa. Per uno strano gioco delle coincidenze oggi alla tv, alla radio e una zia mi hanno parlato di questa bella isoletta. Ci sono stata di passaggio 2 anni, perchè la nave che va a Lampedusa si ferma anche lì. Saranno state le 7 di mattino ed era splendida nel suo contrasto tra le sue case colorate e la terra nera. Non dico che ci andrei quest'anno, però in una delle prossime estati mi piacerebbe scendere a terra per qualche giorno.


venerdì, giugno 30, 2006

il tempo a modo mio



Prima dei Griffin

Sono due giorni che, in pantaloncini e maglietta di topolino, combatto con questo paragrafo sul metodo di ricerca antropologico per questa relazione sulla periferia di Roma nord. Ho detto agli altri 8 "io faccio la rogna sul metodo, ma non mi chiamate per fare le conclusioni, non sono capace". Le conclusioni le odio cosi tanto che non le ho messe neanche nella tesi. Il paragrafo può dirsi concluso, ha bisogno di essere coccolato in modo che le frasi girano me voglio io.
La casa ancora per un paio di giorni continuerà ad essere abitata solo da me, domenica arriverà il papà-capo-famiglia ma le cose non credo che cambieranno: invece di una disordinata in pantaloncini e ci saranno due disordinati in pantaloncini.Forse cambierà l'audio della casa. In questi giorni qui girano cat power, oi va voi e death cab for cutie. Da lunedì ci saranno nuovi suoni: i commentatori sportivi per un'altra decina di giorni di mondiali e poi, finalmente, il tour de france.

Dopo i Griffin
Per dovere di cronaca la puntata di ieri con Bill Gates che non sa cosa sono gli spiccioli e Brain che mette incinta BrezzaDiMare mentra fa una gara al cinodromo non si batte...però anche quella di oggi era scorretta al punto giusto, come piace a me.
A me succede mentre sono da sola in macchina, a casa o studio di fare cose "strane". Mi sbottono il primo bottone dei jeans, comincio ad emettere suoni strani con la bocca, canto le canzoni in inglese pur non sapendo l'inglese...Stanotte dopo il lavoro - quello delle birre - ho trovato una coda lunga 6 km (me lo ha detto il tizio con la smart davanti a me che ha sentito uno che stava 400 m più avanti) nel tratto della Salaria che va da Monterotondo a Roma. Dalla lunga fila di lucine rosse davanti a me ho capito che dovevo farmene una ragione. Ho abbassato i finestrini per far entrare l'odore della campagna romana, ho messo la cassetta (io nella macchina ho ancora quelle) di you are free di Cat Power, e ho schiacciato tante volte il "+" del volume della ...alla numero 6 - fool - ho fatto quello che non avrei mai potuto fare se ero in compagnia di qualcuno: ho cominciato a cantare stonando e inventando le parole. La cara vecchia Cat Power ha il dono di farmi stare ancora più bene quando le cose girano come dovrebbero e mi tiene per mano in queste notti di giugno.
Non dico che i 3/4 d'ora in fila sono volati...però...



martedì, giugno 27, 2006

duepiùdue...piùdue...piùdue...piùdue...


Di questi tempi sono diventata brava in tre cose:
1- fare le birre senza troppa schiuma
2- lamentarmi con il globo intero della mia condizione esistenziale
3- dire 1.000 "dovrei" ogni giorno senza rispettarne neanche uno.
Il fatto è che a me piace essere un'incostante fabbrica di buoni propositi. I "dovrei" sono la benzina che consentono di farmi iniziare con entusiasmo -non di questi tempi*- la giornata che poi avrà una sua particolare piega e di conseguenza ai "dovrei" verrà meno la loro ragione di essere. Tutto questo per dire che se penso ai "dovrei" rimuginati durante la mia colazione e quello che poi ho effettivamente fatto non posso fare a meno di riscontrare delle notevoli differenze. Però mi sono piaciute le cose fatte al posto dei "dovrei": nel frattempo che stendevo la mia lavatrice ho fatto una lunga chiaccherata con Irenù, ho votato No al referendum, ho fatto una buona azione che non racconto perchè fa tanto libro Cuore, sono andata al lavoro e ho cucinato per la Socia...
A me è piaciuta la cena con la Socia a base di zucchine della sua pro-zia e di insalata del drug-store...avevamo anche la torta di ciliegie fatta dalla nonna della Socia. Forse ero un pò sotto-voce-sotto-tono per quei pensieri che girano nella mia testolina e che non riescono ancora a trovare una loro strada. La strada la troverenno ma ci vuole un pò di tempo e un pò di Vita che gli scorra in mezzo.

*vedi la seconda cosa che so fare meglio

mercoledì, giugno 21, 2006

pimpinella anisum

E' da quando ho iniziato a scrive su La Finestra che non faccio che ripetere "quanto mi sento giù", "come vorrei che le cose andassero in modo diverso" bla bla bla...
Ma ecco che arriva l'anticoclone delle Azzorre e per un pò il mio pezzetto di cielo è limpido e terso. Ma poi immancabili - come i referendum a giugno - arrivano i soliti temporali dei pomeriggi d'estate.
Quando mi trovo nel bel mezzo di un temporale penso "ecco ora un fulmine mi becca in pieno e ...", però quando sto dietro la finestra della mia stanza o riparata da un ombrello arancione è tuttà un'altra cosa: c'è il profumo della terra bagnata, il rumore della pioggia sulle foglie dei ciliegi davanti casa, il mondo fuori sempra avvolto nell'ovatta e sento solo il mio respiro.
Ora succede che i temporali, quelli che si scatenano nella mia stanza quando fuori c'è il sole, a me piace passarli da sola.



sabato, giugno 17, 2006

aspetto il prossimo, grazie!


A me succede spesso, per ingannare l'attesa, di mettermi a contare. Provo a spiegarmi. Quando sono alla fermata di un autobus, o quando aspetto una persona dico tra me e me "conto fino a 100 e quando finisco arriva l'autobus (o la persona, o la telefonata...)". Devo ammettere che non sempre accade - arrivata a 100 - che l' attesa si concluda però ho la sensazione che il tempo corra più velocemente e che le probabilità che il mio autobus passi aumentino.
Da qualche tempo mi trovo in una fase molto simile, conto fino a 100 nell'attesa di qualcosa e visto che non riesco a darle un nome, una faccia, un colore la chiamo Estate.
Forse l'estate è arrivata, solo che sono così impegnata a contare da non essermene accorta. Magari non è delle più sfavillanti e colorate ma non per questo meno degna di avere tutte le mia attenzioni e le mia cure.
Ma in fondo credo di aver paura di viverla, quest' estate, e faccio finta che non c'è nascondendola dietro un 48...49...50...51...52...
Ieri sera sono stata al mare (grazie neo-ventiquattreeeeenne). Sono andata a bagnarmi i piedi con la Socia e ho espresso un desiderio, come succede ogni volta che si ri-fa qualcosa dopo tanto tempo. Bè se questo non è un inizio d'estate sono una delle persone cieche della provincia di Roma!
Basta resistere ancora qualche giorno e smettere di contare... 53...54...55...56...57...

quassù una fermate del bus di NY "arredata" da Ikea...se ci devesser un'attesa, almeno che sia comoda! via www.ecoblog.it, via www.ninjamarketing.it.

giovedì, giugno 15, 2006

giusto il tempo di farmi un giretto

Stamattina la sveglia è suonata alle 9... ho preso le Gocciale dallo sportello, ho messo a scaldare il latte nel microonde e dopo una rapia occhiata all'armadio ho scelto un vestito nero che non mettevo da tanto tempo. Ho messo un bracciale colorato, le birkenstock nuove e sono uscita per i miei giretti metropolitani.
Oggi a Roma c'era l'estate, quella vera intendo: l'odore di frutta e fiori maturati al sole, luce accecante, bianca, tagliente. Una luce così forte da rubare la scena alla città, come in questa foto scattata dal campidoglio.
Ho voglia di un libro che non serve sottilineare.
Ho voglia di andare al lago.
Ho voglia di birre pomeridine all'ombra della statua di Giordano Bruno.


lunedì, giugno 12, 2006

Italiani brava gente

questo è il palco Sandro Pertini, e loro sono i Giardini di Mirò...